
Per essere sicuri che I figli vengano tenuti fuori da ogni tipo di conflitto, i coniugi non devono:
- Chiedere ai figli di scegliere da che parte stare o di passare più tempo con un genitore piuttosto che con l’altro.
- Far sentire i figli in colpa perché passano del tempo con l’altro coniuge, anche se principale responsabile della separazione (es. in caso di tradimento), né farli sentire in dovere di mettersi contro di lui, considerando il tradimento verso se stessi come un tradimento verso la famiglia. Un coniuge tradisce o lascia l’altro coniuge, non i figli.
- Parlare davanti ai figli di questioni inerenti al divorzio né di qualunque altra questione ad esso connessa.
- Buttare il carico emotivo sui figli aspettandosi conforto, complicità e sostegno. È un carico troppo grosso, i bambini non sono in grado di sostenere un genitore e, nel tentativo di farlo, si sentirebbero inadeguati, incapaci e non all’altezza, minando fortemente la loro autostima. Per quanto difficile, è compito del genitore sostenere e proteggere i figli, mai il contrario. I bambini sono e devono restare solo bambini.
- Usare i figli come pedine nella negoziazione*, limitando i loro contatti con l’altro genitore al fine di punirlo. Chi si punisce realmente sono i figli stessi.
- Usare i figli come tramite. I bambini non dovrebbero mai consegnare documenti importanti tra i due coniugi, riportare i messaggi che i coniugi non voglio riferirsi di persona, né tantomeno fare da fattorini per la consegna di assegni. I figli non possono e non devono avere alcun ruolo che li coinvolga attivamente nella separazione e nei conflitti tra i genitori.
- Parlare male, denigrare o insultare il proprio ex-coniuge in presenza dei figli.
- Chiedere ai figli cosa hanno fatto nel tempo passato con l’altro genitore, né chiedere loro di spiarlo per proprio conto.